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In.PU.t. in collaborazione con A.M.A.T. di Pesaro presenta
“IL GUSTO IN SCENA”
Incontri di degustazione per La Rete Teatrale della Provincia di Pesaro e Urbino, Stagione 2011/12 a cura di Tommaso Lucchetti e Otello Renzi
Gli spettacoli offrono spunti per raccontare la cultura gastronomica e l’arte conviviale nel tempo, memorie di gusto e di mensa che dal passato vivono ancora oggi nell’esperienza collettiva. Le trame e le atmosfere culturali di ogni messinscena possono suggerire riflessioni, approfondimenti, accostamenti che giocano con somiglianze ad incastro e riferimenti non solo ai contesti storici, ma a citazioni d’autore dei repertori letterari e teatrali, talvolta radicati nell’immaginario universale.
Gradara, 2 dicembre 2011, “Il senato delle donne: avventure ed eroine del Risorgimento italiano”
Come accompagnamento a questo recital dedicato al ruolo femminile nel percorso risorgimentale e nella progressiva codificazione di un’identità nazionale si propone una degustazione guidata, dal titolo “Donne e cibo nell’Italia Unita: maestre di casa e pioniere nell’industria alimentare”, incentrata sul contributo significativo che la creatività e l’intraprendenza femminile hanno avuto nel delineare il panorama dell’artigianato e dell’industria agro-alimentare in Italia, e quindi nel costruire anche un’identità culturale nazionale nelle arti e pratiche enogastronomiche e conviviali. Questa iniziativa, a cura del gastronomo e sommelier Otello Renzi, sarà pertanto volta a valorizzare prodotti agro-alimentari ed enogastronomici di personalità ed aziende a gestione femminile della provincia di Pesaro ed Urbino.
Sant’Angelo in Vado, 3 dicembre 2011, “Gli amanti della Rocca”
A corredo di questo spettacolo, montato ed allestito nello spirito e nei moduli espressivi di un genere che è alla base non solo del teatro stesso ma anche della stessa identità culturale italiana, si terrà la degustazione a tema su “Il cibo nella Commedia dell’Arte”. L’appuntamento, curato dal gastronomo e sommelier Otello Renzi, sarà incentrato su provviste e suggestioni cibarie fortemente rappresentative della cultura rurale e dei ceti popolari, in grado di raccontare le debolezze umane, le cessioni alla gola, ma anche il dramma della fame esorcizzato con la comicità, come anche la fuga dai problemi rifugiandosi nelle bevute di vino e nell’ebbrezza, facendo persino diventare alcuni alimenti addirittura elemento identificativo (se non attributo iconografico) di personaggi e maschere universali.
San Lorenzo in Campo, 23 marzo 2012, “Comedy”- Commedia improvvisata in due atti
A questo spettacolo, incentrato sull’improvvisazione drammaturgica ed il gioco divertito tra generi e repertori ,viene associata una riflessione sull’arte di creare dal nulla anche sul piano dell’indispensabile sostentamento alimentare quotidiano. Andando a ritroso nei secoli (ma anche a pochi decenni fa) della miseria e del divario costante tra “fame ed abbondanza”, quando dispense e cucine erano quasi sempre costantemente (e talvolta strategicamente) vuote, si ricorderà quando fiabe e poemi ricorrevano alla fantasia per simulare inarrivabili appagamenti dello stomaco, e quando sul piano pratico era l’inventiva a dover rendere appetitoso e commestibile il pochissimo a disposizione. La breve presentazione di Tommaso Lucchetti, storico della cultura gastronomica e dell’arte conviviale, sarà incentrata su “Storie di improvvisazioni tra fame e fantasia in cucina (vuota)”, con assaggi di autentici miracoli d’epoca con la farina, perpetuati dalla tradizione.
Mondavio, 29 marzo 2012, “Degustazioni postribolari”
A corredo di queste riflessioni satiriche su vari temi, tra cui l’eterna dinamica maschile/femminile e le problematiche sessuali, la breve presentazione di Tommaso Lucchetti, storico della cultura gastronomica e dell’arte conviviale, sarà rivolta a ripercorrere “Storie di seduzioni conviviali”, ossia una panoramiche su come letteratura e teatro abbiano raccontato la costruzione ed il dipanarsi di trame amorose, cercando sempre di blandire la concupita o l’amoroso con stratagemmi di cucina allettanti ed appetibili ma anche astrusi (con l’estremo dei filtri d’amore ed altri ingegni che sconfinano nella stregoneria o farmacopea), e con golosità specifiche da sempre laureate come afrodisiache nell’immaginario comune e nelle celebrazioni dei gourmets, su di tutte il tartufo, oggetto della degustazione conclusiva.
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